Totò Riina, per la Cassazione ‘Ha diritto ad una morte dignitosa’: scoppia la polemica

Nelle ultime settimane si è molto parlato della vicenda relativa al criminale italiano Salvatore Riina chiamato Totò per il quale i legali hanno chiesto la scarcerazione e nello specifico “Differimento della pena o, in subordine, detenzione domiciliare”, una richiesta questa accettata dalla Cassazione con tale motivazione “Si deve affermare il “diritto” di ogni detenuto a morire dignitosamente”. Una decisione e soprattutto una motivazione quella fornita dalla Cassazione che ha fatto indignare un vasto numero di persone e che ha fatto si che si scatenasse una vera e propria bufera mediatica dato che, il detenuto di cui si parla è proprio il capo dei capi di Cosa Nostra che si trova in carcere dal 1993 dopo una latitanza durata ben 23 anni e rinchiuso nel carcere di Parma con il 41bis. Riina è stato condannato a scontare diversi ergastoli per diverse stragi, tra queste quelle di Capaci e di via D’Amelio nelle quali a perdere la vita sono stati i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e dovrebbe scontare così tanti ergastoli che corrisponderebbero a oltre duemila anni di carcere eppure, date le sue ormai precarie condizioni di salute, ne è stata chiesta la scarcerazione per consentirgli di poter avere una morte dignitosa.

Riina oggi ha 86 anni ed è affetto da tumore, una malattia questa che stando a quanto emerso da alcune indiscrezioni non sembrerebbe lasciargli alcuno scampo e che proprio per tale motivo non sarebbe più socialmente pericoloso. Come anticipato in precedenza, proprio la decisione presa dalla Cassazione non è stata accettata da moltissime persone, tra questi oltre che i familiari delle vittime delle diverse stragi anche dai legali del criminale italiano Bernardo Provenzano, detto Binnu u’ Tratturi, il quale è stato trattenuto in carcere fino alla sua morte avvenuta al 41 bis nonostante la richiesta di scarcerazione sempre negata.

L’eventuale scarcerazione de ‘Il Capo dei Capi di Cosa Nostra’ avverrà dunque, forse, solo in seguito alla verifica delle sue condizioni di salute e solo se quest’ultime risulteranno essere davvero irreversibili. Non ci rimane che attendere ulteriori indiscrezioni sulla vicenda.